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Prodotti Tipici
La guida ai sapori d'Italia


Prodotti Tipici

Sebadas O Seadas

Ingredienti:
per 10-12 persone:

1 Kg di formaggio pecorino (o misto) fresco
mezzo Kg di semola fina di grano duro
3 uova
qualche cucchiaiata di strutto fresco
la scorza grattugiata di due arance
olio d’oliva
un pizzico di sale
il succo di un limone
zucchero o miele sciolto a bagnomaria

N.B.
Il formaggio dev’essere necessariamente fresco (4-5 giorni di stagionatura) e molto grasso: per renderlo ancora più morbido può essere immerso per circa 10 minuti in acqua bollente tolta dal fuoco. Va quindi strizzato e fatto sgocciolare.


Preparazione:
Impastare la semola con le uova, il pizzico di sale sciolto in una cucchiaiata d’acqua e lo strutto. Lavorare bene la pasta fino a raggiungere una consistenza elastica e morbida: lasciarla quindi riposare.

Nel frattempo grattugiare il formaggio ed impastarlo poi con la scorza di limone ugualmente grattugiata.

A questo punto riprendere la pasta e cominciare a tirarla, così da ottenere una sfoglia sottile: ritagliarla dunque in tanti dischi, usando l’apposita rotella o semplicemente la forma di una tazza.

Distribuire su un disco una buona quantità dell’impasto precedentemente preparato e sovrapporre un altro disco di pasta, saldandone bene i bordi. Per facilitare quest’operazione, si consiglia di inumidire leggermente gli orli da congiungere con albume d’uovo.

Procedere al riempimento e la chiusura di tutti i dischi: le seadas sono pronte.

Friggerle quindi in abbondante olio d’oliva, ben caldo, per circa un minuto: le seadas devono risultare delicatamente dorate.

Vanno servite calde, dopo averle cosparse di zucchero o di un velo di miele liquefatto.


Note:
Il nome varia a seconda del dialetto (seadas, sebadas, seattas, sevadas), originarie delle zone pastorali (Sardegna centrale fra Barbagia, Logudoro, Ogliastra e Gallura), erano un piatto completo prima di diventare un dolce, che oggi si trova ormai ovunque.

Le tipologie sono sostanzialmente due: con formaggio cotto e con formaggio crudo (quest'ultima detta "a sa mandrona", ossia "alla poltrona").

La seada va consumata fresca, prima che la sfoglia si secchi (quindi entro uno-due giorni)


Vedi anche:
Ricette Sardegna
Dolci e Torte

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